Storia

Casa Morandini – Ospitalità dal 1924

La “Casa Morandini” prende l’attuale struttura nel primo decennio del novecento quando viene trasformato l’edificio preesistente formato da due corpi distinti nel palazzo del municipio. In questa occasione viene modifica la distribuzione interna, per un utilizzo pubblico, con i locali di rappresentanza al piano nobile ed al piano terra i locali di accesso e servizio, ma il rifacimento più importante è quello della facciata esterna che acquista un aspetto più imponente grazie all’aggiunta di una torretta belvedere con loggia trifora che si erge nella parte centrale. Questa tipologia architettonica della casa con torretta si è sicuramente ispirata al movimento Liberty che si era in quegli anni diffuso in tutta l’Italia ma il rigore che l’edificio voleva trasmettere non ha lasciato spazio a decorazioni evidenti se non nei soffitti affrescati.

Nel 1924 i Morandini, famiglia patriarcale e molto numerosa proveniente dal borgo rurale di Selvis, acquista lo storico edificio affiancando così l’attività contadina e dell’artigianato come la produzione di botti, tini e cesti in vimini che il più anziano dei fratelli Aquilio, realizzava con arte, a quella del commercio, inizialmente gestita dal più giovane dei fratelli Vittorio e dalla nipote Adelina, cominciando ad offrire la prima ospitalità. Nel 1929 tutta la famiglia si trasferisce a Remanzacco ed i servizi quali: alloggio, mescita, sali e tabacchi( giuoco SISAL subito dopo la 2°guerra), alimentari, cinema e telefono pubblico, diventano un riferimento per tutta la comunità e la casa, sede di tante associazioni locali, tra tutte la Pro Loco organizzatrice della secolare Sagra dei Gamberi e del Forno Rurale e la gloriosa Polisportiva Aurora, animate e guidate in diverse generazioni da rappresentanti della famiglia, assume sempre più punto d’incontro e confronto. Dal 1943 al 1945, le principali stanze dell’edificio furono occupate con forza come sede operativa locale dal comando tedesco. Nel 1951 è stata costruita la nuova sala cinematografica con una capienza di oltre 500 posti che, fino al 1983, ha accolto appassionati del paese e dei comuni limitrofi,per la visione delle grandi pellicole dell’epoca spesso abbinate ad esibizioni di Compagnie di Rivista e Avanspettacolo. In cabina di proiezione si sono alternati negli anni Luigi, Aldo e Carlo Morandini.

E’ l’Aprile del 1972 quando la Signora Maria, figlia di Augusto Morandini , è invitata dagli anziani della famiglia e dall’unico fratello maschio Marietto a gestire il centrale Bar Ideal.

L’entusiasmo con cui viene affrontata questa avventura, insieme alla forza ed alla solarità del marito Mario e della figlia diciannovenne Loredana, portano ad un rapido sviluppo dell’attività che si completa con l’offerta alla clientela, di piatti tipici friulani, ispirati alle ricette di mamma Gilda e Zia Elisa, sapori e gusti consigliati anche dalle sorelle Rina e Noemi, su tutti gli gnocchi di patate fatti in casa, lo spezzatino, la salsiccia, le costicine in umido e lo stinco al forno. Nel 1978 nasce l’insegna “Alla Tavernetta”, nome suggerito dalla graziosa taverna con caminetto ricavata da complesse operazioni di scavo sotto i locali dell’antica cucina, oggi accogliente saletta ristorante. La cordialità, il calore, il servizio di cibi tradizionali e l’avvento in paese di tanti militari, promuovono la conduzione della Trattoria, gerenza che prosegue con l’aiuto spontaneo di tutti i più vicini familiari. Nel 1985, il figlio Roberto , attuale gestore, coadiuvato nell’ idea e nel progetto dal cognato architetto Gianni, trasforma lo storico cinema Ideal nella Sala delle Feste che permette l’organizzazione di eventi, cerimonie, feste a tema e banchetti.

Un’altra trasformazione avviene nel 2008 con la sistemazione di quasi tutte le sale e l’inserimento nella gestione dei nipoti Federica, Daniel e Arianna; nel gennaio 2009 la nuova classificazione: Ristorante “Alla Tavernetta” di Remanzacco.

Nel 2018 si affronta una trasformazione radicale con la creazione di una nuova cucina, nuovi servizi, nuova zona “Bistrot” e nuova sala per le feste sormontata da un grande terrazzo.

Tre segni di questa storica tradizione La torretta con loggia belvedere, secolare caratteristica della piazza del paese . Le travi in legno massiccio di 13 metri di lunghezza provenienti nel 1951 dalla Foresta Nera per sostenere il solaio di copertura dell’ex sala cinematografica, oggi Sala Ristorante, riportate in vista dopo l’ultima ristrutturazione, sono diventate un elemento d’arredo della sala da pranzo, ricavata dalla galleria dell’ex cinema. Un evento per l’epoca, rilevato anche dalla stampa, il trasporto di travi di così grandi dimensioni, per la messa in opera sono state necessarie oltre cento persone con corde, paranchi e carrucole.